giovedì 12 luglio 2012
Pannelli igroelettrici
Pannelli igroelettrici
Ci aveva provato Nikola Tesla (ma anche Gene Wilder in Frankenstein Junior): catturare l’energia dei fulmini è da sempre il sogno dell’uomo. Finalmente qualcuno ci sta riuscendo.
A catturare l’elettricità statica dell’atmosfera per utilizzarla come fonte energetica ci hanno provato in tanti (il primo fu Nikola Tesla tra fine’800 e inizio ‘900), ma fino ad ora nessuno ci è riuscito.
Ci sono però molto vicini Fernando Galembeck e i suoi colleghi dell’Università Campinas, dell'omonima città brasiliana.
Obiettivo del loro studio è quello di mettere a punto dei pannelli che, analogamente ai fotovoltaici, siano in grado di assorbire e incanalare la corrente che si trova libera nell’atmosfera.
DALLA TEORIA ...
<> spiega Galembeck. Gli scienziati brasiliani sono stati i primi a chiarire il meccanismo di formazione dell’elettricità statica.
Per anni si è creduto che le goccioline di acqua sospese nell'aria fossero elettricamente neutre, ma Galembeck e il suo staff in una serie di esperimenti di laboratorio hanno dimostrato che non è così.
I ricercatori brasiliani hanno utilizzato microscopiche particelle di silicio e fosfato di alluminio, elementi molto comuni nell'atmosfera, e hanno notato come la loro carica elettrica aumenta all'aumentare dell'umidità dell'aria. <<É la dimostrazione che il vapore acqueo sospeso nell'atmosfera può accumulare carica elettrica e trasferirla ai materiali con viene a contatto>> spiega Galembeck. In particolare gli scienziati hanno notato come le particelle di silicio venendo in contatto con l’acqua assumono carica negativa, mentre quelle di fosfato di alluminio si caricano positivamente. Questa capacità dell’acqua di trasferire la carica elettrica ad altre particelle si chiama igroelettricità.
... ALLA PRATICA
I ricercatori contano ora di sviluppare dei collettori che, esattamente come le particelle metalliche sospese nell'aria, siano in grado di raccogliere la carica elettrica del vapore atmosferico e renderla disponibile per usi civili e industriali. Proprio come i pannelli solari, il cui rendimento è massimo nelle zone con alta esposizione al sole, i pannelli igroelettrici avranno le massime prestazioni nelle aree molto umide, come i tropici.
Queste strutture potranno inoltre catturare i fulmini che si abbattono sugli edifici e ridurre i danni da essi causati.
Galembec e il suo staff stanno già testando pannelli igroelettrici realizzati con metalli diversi nel tentativo di riuscire a imbrigliare e utilizzare l’energia elettrica prodotta da questi violenti fenomeni naturali.
fonti: WWW.FOCUS.IT
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