lunedì 15 ottobre 2012
Le bevande energizzanti sono efficaci?
Efficaci sì, pericolose anche. Le bevande energizzanti (energy drink), addizionate di taurina e caffeina (tipo Red Bull, Atomic, Dynamite), vanno infatti consumate con moderazione.
Ci sono ragazzi che ne bevono anche 5-6 lattine al giorno, un vero e proprio abuso che può causare difficoltà a stare fermi e in piedi, perdita di coscienza, visione offuscata, nausea e vertigini, oltre ad aumento del battito cardiaco e insonnia.
Se poi gli energy drink si assumono assieme agli alcolici, la disinibizione che ne consegue può indurre anche a mettere a repentaglio la propria sicurezza personale.
FONTE:http://www.focus.it/scienza/salute
I bambini ricordano già a 5 giorni di vita
I risultati di uno studio italiano confermano che i bambini inziano ad apprendere il linguaggio e a ricordare già a pochi giorni di vita.
I bambini inziano a ricordare i suoni delle parole della mamma e di chi sta loro attorno già da piccolissimi, addirittura dai primissimi giorni di vita. Lo affermano Silvia Benavides Varela e i colleghi del Laboratorio di Linguaggio Cognizione e Sviluppo della SISSA (International School for Advanced Studies) di Trieste in uno studio recentemente pubblicato sui Proceedings of the National Accademy of Sciences.
Ricorda presto, ricorda tutto. Secondo i ricercatori, già nei primi cinque giorni di vita è osservabile attività cerebrale collegabile alla memoria delle parole.
La Benavides Varela e suoi colleghi hanno moniorato l'attività cerebrale di 48 neonati due minuti dopo aver ascoltato delle sillabe in sequenze che potevano essere molto simili o molto diverse da una prima sequenza somministrata loro in precedenza e che fungeva da riferimento. I ricercatori hanno notato che quando i piccoli venivano esposti a suoni contenenti le stesse vocali di quelli ascoltati in precedenza, nelle regioni frontali destre – quelle che normalmente si attivano quando gli adulti ricordano le parole – si registrava la stessa attività cerberale associata al riconoscimento. Al contrario, quando i neonati ascoltavano suoni contenenti vocali diverse, pur se con le stesse consonanti, questa attività era del tutto assente.
Meglio le vocali
“Gli esperimenti ci mostano principalmente due cose: in primo luogo che nei neonati l'informazione veicolata dalle vocali sembra più facile da riconoscere di quella delle consonanti” ha spiegato alla stampa Marina Nespor, docente della SISSA tra gli autori della ricerca. “La seconda osservazione è che le aree frontali potrebbero essere implicate nel riconoscimento delle sequenze parlate già dai primissimi stadi dello sviluppo”.
FONTE:
http://www.focus.it/scienza/i-bambini-ricordano-gia-a-5-giorni-di-vita_151012_37261_C12.aspx
Attualità :L’austriaco Felix Baumgartner ha battuto il record di caduta libera lanciandosi dall' altezza di 39.000 metri
L’austriaco Felix Baumgartner, 43 anni, si è lanciato da 39.000 metri ed ha battuto il record di caduta libera, ha superato il muro del suono. Dopo aver rimandato il lancio precedente a causa del forte vento, Baumgartner è stato trasportato nella stratosfera da un pallone-sonda in circa due ore e mezza di tempo; poi , il tuffo verso il pianeta Terra, con addosso una speciale tuta pressurizzata.
Quasi cinque minuti di caduta libera nel vuoto, in cui però non è riuscito a vedere nettamente ciò che gli stava accadendo per colpa di un guasto all’impianto di riscaldamento del visore. Dopo 4 minuti e 22 secondi, il “viaggio” è terminato nel deserto del Nuovo Messico, dove l’austriaco è atterrato sano e salvo.
Dopo anni di allenamento (ed un lancio da 30.000 metri lo scorso luglio), Baumgartner aveva dichiarato di voler abbattere la barriera del suono a qualsiasi costo: con il tentativo di ieri ha raggiunto il suo obiettivo, mentre prima di lui avevano fallito Chuck Yeager nel 1947, e Joe Kittinger nel 1960; quest’ultimo – capitano dell’aviazione statunitense ed ora mentore di Baumgartner - deteneva il record appena frantumato. Insieme ci sono riusciti.
FOnte:
http://www.stadiosport.it/43736-felix-baumgartner-supera-la-barriera-del-suono.htm
venerdì 5 ottobre 2012
Nuove impronte di dinosauri in Dolomiti
Nuove impronte di dinosauri in Dolomiti
Le rocce delle impronte a 3040 m d'altezza
Monte Pelmo, Dolomiti. Nel corso di una veloce spedizione di ricerca nel settembre del 2011, un gruppo di geologi e speleologi dell’Associazione di Esplorazioni Geografiche La Venta, insieme allo scultore Mauro “Lampo” Olivotto, aveva individuato una possibile pista di impronte di dinosauro sullo spallone nord-est della montagna, ad oltre 3040 m di quota sul livello del mare.
L’interesse suscitato da questa scoperta e la volontà di compiere nuove esplorazioni nelle grotte e abissi di questa montagna dolomitica ha portato all’organizzazione di una missione più corposa. Ben 14 speleologi, tra cui i geologi Francesco Sauro (scopritore delle orme nel 2011) e Luca Gandolfo, sono stati elitrasportati in due campi in quota, uno sullo spallone nord-est e un secondo all’interno del catino del Caregon, sotto la cima principale della montagna. Nel corso dei due giorni di attività sono state effettuate numerose ricerche ed esplorazioni. La superficie rocciosa è stata ripulita, rivelando la presenza di 11 orme, apparentemente organizzate in due piste distinte.
Si trattava probabilmente di due dinosauri diversi come suggeriscono la forma delle impronte e la lunghezza del passo. La superficie è stata documentata attraverso un rilievo fotogrammetrico che permetterà al paleontologo Matteo Belvedere del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova di realizzare un modello tridimensionale della superficie e quindi di analizzare con estrema accuratezza le impronte.
Non solo dinosauri
Molti sforzi sono stati dedicati anche all’esplorazione di grotte e abissi. Sulla parete nord-est, con una calata di quasi 200 metri, lo speleologo trevigiano Antonio De Vivo ha raggiunto una grande caverna, affacciata su quasi mille metri di parete. Una finestra mozzafiato sulle Dolomiti.
Nel Caregon, gli speleologi del gruppo Padovano hanno cercato di scendere due nuovi abissi, delle grandi fratture che scendono fino a 50-60 metri di profondità rivelatisi poi ostruiti da ghiaccio e detrito. Rimane ancora da rivisitare il grande pozzo dell’Abisso di Monte Pelmo, disceso solo parzialmente dal Gruppo Speleologico di Schio e dal Club Speleologico Proteo nel 2000, una voragine di cui non si conosce ancora la profondità, probabilmente superiore ai 300 metri.
Fonti: WWW.FOCUS.IT
Pesce del mese ( Cefalo)
NOME LATINO: Mugil cephalus (Linnaeus 1758)
FAMIGLIA: Mugilidae
ORDINE: Mugiliformes
NOME INGLESE: Bully, mullet
NOMI DIALETTALI: Musao (Lig.), Volpino (Mar.), Volpina (Ven.Giu.)
MORFOLOGIA: corpo slanciato ed affusolato con due brevi pinne dorsali, la prima delle quali con quattro raggi spinosi; spazio giugulare ampio; palpebre adipose oculari molto evidenti; scaglie cicloidi di grandi dimensioni sul corpo, di piccole dimensioni sul capo; manca la linea laterale; bocca piccola con denti minuti o assenti, talora presenti anche sulle mascelle; branchiospine molto numerose (fra 60 e 140); pinne pettorali inserite molto in alto; dorso bluastro, quasi nero e fianchi argentei.
TAGLIA: 50 cm, raramente fino a 70 cm ed 8 kg di peso.
DISTRIBUZIONE: acque costiere dell'Italia peninsulare e insulare; specie di notevole importanza per la vallicoltura veneta, vennero introdotti con successo nel Lago Trasimeno ed in altri ambienti lacustri laziali.
HABITAT: specie gregaria di acque temperate; durante la primavera migra in acque salmastre, lagune ed estuari con fondo soffice ed abbondante vegetazione. Lo stomaco, dalle pareti molto muscolose, è in grado di triturare il materiale ingerito.
ALIMENTAZIONE: si nutre di organismi planctonici, molluschi e di materiale vegetale, incluso detrito. La maggior disponibilità alimentare in ambiente d'acqua dolce determina un più rapido accrescimento corporeo.
RIPRODUZIONE: nei nostri mari la maturazione sessuale è raggiunta a 3 anni e la riproduzione avviene tra Luglio e Settembre in mare; le uova sono piccole (0.75 mm) e molto numerose, munite di una goccia oleosa che le mette in grado di non affondare. La larva alla schiusa (2,5 mm) è ricca di pigmento nero e giallo e si accresce rapidamente. La palpebra adiposa è già molto evidente negli individui giovani (3-5 cm).
VAL. ECONOMICO: buono.
NOTE: Con le ovaie salate e seccate si prepara la "bottarga".
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