lunedì 19 novembre 2012

l’etanolo, miscelato alla benzina o allo stato praticamente puro, viene sfruttato come carburante per le auto.



Da noi non è molto usato, ma ci sono dei paesi nei quali l’etanolo, miscelato alla benzina o allo stato praticamente puro, viene sfruttato come carburante per le auto.
Questo avviene soprattutto in Brasile e Argentina, dove la crisi del petrolio degli anni 70 spinse le case automobilistiche a costruire i cosiddetti motori flex, capaci di andare sia in miscela che solo a etanolo o benzina. Le miscele più comuni hanno una percentuale inferiore al 25% di etanolo e vengono classificate con EXX, dove le XX sono la percentuale di etanolo (es.: E5, E10, E25)
Parliamo ora di alcuni miti o leggende sull’uso di queste miscele.
1. La miscela E10 scalda maggiormente il motore delle auto
La miscela E10, forse la più comune in quanto non richiede modifiche al motore, grazie all’etanolo brucia a temperatura più bassa rispetto alla sola benzina, brucia meglio dato l’alto numero di ottani e aiuta i motori a resistere alla detonazione, permettendo rapporti di compressione più elevati. Miscele di etanolo sono usate spesso nella gare automobilistiche, tipo la formula Indy.
2. L’E10 è dannoso per gli iniettori di carburante
Non dovendo essere modificato, il motore può supportare tranquillamente la miscela benzina-etanolo, senza quindi problemi per gli iniettori. Inoltre come già detto, l’etanolo brucia meglio e non lascia residui, a differenza della benzina. Infine sono presenti additivi messi per pulire gli iniettori e salvaguardare le valvole.
3. L’etanolo diminuisce sensibilmente il chilometraggio
Secondo uno studio della American Coalition for Ethanol, è vero che la presenza di etanolo nella benzina ne riduce il chilometraggio complessivo, ma appena di un 2.2%.
4. L’E10 non può essere usato nelle vecchie automobili
Come già accennato nei punti 1 e 2, non dovendo modificare il motore la miscela va bene anche su macchine vecchie. Inoltre, per chi non fosse convinto, basta pensare al fatto che le vecchie auto andavano con la rossa, la benzina al piombo poi tolta dal mercato. Il piombo viene aggiunto alla benzina in quanto fornisce il numero di ottani necessari per garantire buone prestazioni del motore. Tuttavia, quando piombo fu gradualmente eliminata, le compagnie petrolifere hanno dovuto produrre benzina senza piombo. Ma per quanto riguarda il numero di ottani? Per mantenere il livello di ottani della benzina alla pari, le compagnie petrolifere hanno dovuto aggiungere alcuni additivi. Lo stesso vale per il caso dell’ E10. L’E10 è migliore perché il contenuto di etanolo può aumentare il numero di ottani di tre punti percentuale. Inoltre l’additivo è tutto naturale e, come tale, può funzionare bene anche su motori più vecchi, che anzi potrebbero trarre giovamento dalla miscela perché l’etanolo può sciogliere lo sporco accumulato nel serbatoio.
5. L’E10 non può essere utilizzato in motori più piccoli.
Secondo Jaal Ghandhi, un professore di ingegneria meccanica presso la University of Wisconsin–Madison, l’E10 può essere utilizzato nei motori di piccole dimensioni. E’ sicuro da utilizzare in applicazioni di piccola cilindrata come quelli di falciatrici e barche. Inoltre può essere utilizzato anche in moto con motori 4T. Difatti secondo il signor Julius Argana dell’Engineering Department della Kawasaki Philippines, tutti i loro modelli di moto sono compatibili con la benzina E10.
Ormai qui in Italia l’etanolo non ha mai attecchito e ora si punta decisamente ad auto con sistemi propulsivi ad emissioni zero come i motori elettrici o ad idrogeno, ma non si sa mai cosa possa riservarci la vita, e sapere certe cose potrebbe esserci sicuramente utile.

Fonte: http://energialibera.studenti.it/2010/11/06/un-efficace-carburante-per-le-auto-etanolo/

lunedì 12 novembre 2012

È sano dormire col cane o col gatto?




Si può fare, a patto di seguire alcune semplici regole igieniche. L’animale domestico può essere infatti veicolo di parassiti, come pulci e zecche, dannosi alla salute. Per evitare che si trasmettano al padrone, cosa che può comunque succedere anche se non si dorme insieme, è bene usare antiparassitari e verificare con scrupolo che l’animale ne sia privo. Un’altra norma fondamentale è che l’animale sia vaccinato e controllato regolarmente dal veterinario per escludere che abbia malattie.
(Gli animali domestici più strani del mondo - Cani alla riscossa)

Vietato a...
Chi soffre di allergia dovrebbe invece evitare di far salire cani e gatti sul letto, così come chi ha il sistema immunitario compromesso a causa di altre malattie. Anche bambini e anziani, di norma più esposti alle infezioni, non dovrebbero condividere il letto con gli animali.
(Belve di casa, la gallery dei lettori)
 http://www.focus.it/

martedì 6 novembre 2012

L' Anguilla ( pesce del mese )

L'anguilla Anguilla anguilla Linnaeus, 1758

Descrizione - Corpo serpentiforme, subcilindrico, nella parte anteriore che si comprime in senso laterale nella parte posteriore. Capo conico, in alcuni individui più largo e appiattito. Muso appiattito nella parte anteriore con mandibola più lunga della mascella superiore. Bocca di medie dimensioni, con mandibola più o meno prominente. I denti sono conici, tutti uguali, inseriti su entrambe le mascelle e sul vomere. Due paia di narici, quelle anteriori sono tubolari e poste in posizione molto avanzata. Occhi piccoli, in posizione arretrata rispetto all'apertura della bocca ed al di sopra della medesima. Fessura branchiale stretta, posta immediatamente avanti all'inserzione delle pinne pettorali. Tutte le pinne sono,costituite da raggi molli. Lunga pinna dorsale, con origine a circa metà della distanza tra l'apice delle pettorali e l'ano; pinna anale lunga, con origine posta davanti alla metà della lunghezza del corpo; entrambe confluiscono formando la pinna caudale. Pinne ventrali assenti. Pinne pettorali normalmente sviluppate. Scaglie molto piccole, di forma ellittica, in genere sono poco evidenti perché nascoste da uno spesso strato di muco. Pelle viscida, per abbondante secrezione delle ghiandole mucipare di cui è ricca l'epidermide. Colorazione variabile in rapporto all'habitat ed allo stadio di sviluppo. Varia da bruno verdastra a bruno scura sul dorso, gradualmente più chiaro sui fianchi, con ventre bianco o giallastro. L'aspetto degli occhi e la colorazione variano quando l'anguilla raggiunge la maturità sessuale. Le anguille che stanno iniziano la migrazione riproduttiva mostrano colore più scuro sul dorso e argenteo sul ventre, Taglia medio-grande, con lunghezza totale delle femmine fino a poco meno di 100 cm e peso fino a quasi 2 kg; in casi eccezionali la taglia può essere superiore: fino a 150 cm e 6 kg. I maschi generalmente non superano 50 cm e 200 g.
Habitat - Allo stadio larvale l'anguilla è un pesce di profondità, dato,che la nascita ha luogo all'incirca a 1000 metri di profondità; le larve però si avvicinano alla superficie e compiono il loro viaggio,da 300 a 50 metri dalla superficie, comportandosi perciò come pesci pelagici. In mare l'anguilla è un pesce di fondo, preferisce i fondi melmosi e sabbio-melmosi e la si può trovare nelle praterie a posidonia costiere, presso porti o porticcioli che possono offrire un riparo durante le mareggiate. Da adulto abita indifferentemente le acque salate, salmastre e dolci, spingendosi fino a 1000 metri sopra il livello del mare. Si incontra anche nelle lagune salmastre, alle foci dei fiumi, in qualunque corso d'acqua, sia esso fiume, canale, fosso o addirittura fogna cittadina, nei laghi, negli ,stagni, nelle paludi e perfino nel pozzi. Sembra che siano i soggetti di sesso femminile ad addentrarsi maggiormente nell’entroterra, popolando laghi, fiumi, stagni. I maschi tenderebbero più frequentemente ad arrestarsi nel tratto inferiore dei corsi d'acqua e in acque lagunari, se non addirittura nelle acque marine costiere. Rispetto alle caratteristiche fisiche dell'acqua, l'anguilla tollera agevolmente variazioni, di salinità, temperatura e pressione. Sopporta abbastanza bene le basse concentrazioni d’ossigeno; in condizioni estreme può uscire dall'acqua e sopravvivere a lungo, in ambienti sufficientemente umidi, sfruttando le sue possibilità di svolgere una respirazione cutanea resa possibile da un'ampia vascolarizzazione della pelle.
Alimentazione e abitudini - L'anguilla si adatta a diverse condizioni ecologiche, distribuendosi durante la fase di sviluppo nelle acque interne, dalle zone salmastre fino ai torrenti di montagna e colonizzando ogni tipo di ecosistema acquatico. Durante la risalita riesce spesso a superare gli eventuali ostacoli, a volte uscendo dall'acqua e aggirandoli. L’anguilla è un pesce di fondo che preferisce substrati molli nei quali infossarsi durante i periodi freddi, ma che si adatta anche a fondi duri nei quali siano presenti anfratti e nascondigli. In assenza di nascondigli, l'anguilla si scava caratteristiche buche nelle quali ripararsi. Questo pesce non ama la luce, si muove in cerca di cibo specialmente al calar del sole fino alle prime ore del mattino e resta infossata nel fango durante le ore più calde del giorno. D'inverno si nutre pochissimo preferendo starsene infossata nel fondo. Questo comportamento è riscontrabile soprattutto nelle acque dolci; in acque salate è alquanto diverso, dato che si muove anche di giorno, specie se l'acqua è torbida, e anche nella stagione invernale. La sua attività è massima nelle ore di alta marea. La permanenza nelle acque interne è di circa 8-15 anni per i maschi e di 10-18 anni per le femmine. In pratica mangia di tutto; anellidi, molluschi, crostacei, larve di insetti, pesci, ecc. In particolare, le anguille di lunghezza minore di 350 mm e peso minore di 30 g, predano di preferenza crostacei di piccola taglia e larve d’insetti. Le anguille di taglia superiore si cibano più frequentemente pesci e, tra i crostacei, decapodi, isopodi e anfipodi più grandi.
Riproduzione - La specie è migratrice catadroma e quindi - fra l'autunno e l'inizio dell'inverno, ma talvolta anche in primavera - le anguille "argentine" (cioè adulte), "maretiche", se femmine, "capitoni", se maschi, calano in mare e, percorrendo probabilmente 15-40 km al giorno, migrano fino al Mare dei Sargassi, zona della loro riproduzione (nell'Atlantico centrale, fra i 50-65° di longitudine Ovest, e fra i 20-30° di latitudine Nord, ad una distanza di circa 4-7 mila km dalle regioni europee e nord-africane nelle quali la specie si sviluppa). Si pensa che ogni femmina possa emettere - in acque relativamente calde e fino alla profondità di 1000 m - da 1 a 6 milioni di uova del diametro di 1-3 mm, che schiudono solo se la temperatura è superiore ai 20 °C. Dopo la fregola gli adulti muoiono e le larve cominciano a spostarsi gradualmente verso oriente - grazie all'aiuto della Corrente del Golfo e di quella Nord-Atlantica - sino a raggiungere, dopo circa 3 anni, le coste europee e africane.
Valore economico - L'anguilla rappresenta una delle più importanti specie per la pesca e l'acquacoltura. In Italia la risalita naturale delle "cieche" è più abbondante nelle acque delle coste occidentali della penisola, rispetto a quelle orientali. Fino a pochi anni fa una notevole quantità di "cieche" catturate negli estuari tirrenici nel corso della loro montata in acque interne era commerciata per il consumo; oggi, la diminuzione notevole registrata nell'afflusso di queste forme giovanili ha convinto a porre un freno a questa abitudine. L’anguilla ha carni buone, particolarmente grasse, saporite, molto apprezzate. Viene commercializzata viva, fresca, congelata, marinata, salata ed essiccata, affumicata ed inscatolata. Il prezzo di mercato, molto variabile a seconda della pezzatura e della stagione, è sempre abbastanza elevato. Nel plasma dell'anguilla è presente una tossina (ittioemotossina) inattivata totalmente dalla cottura e dai processi digestivi ma pericolosa se introdotta per altra via nell'organismo umano.
Distribuzione - In Italia la specie è autoctona, è comunemente presente nelle acque dolci di tutta la Penisola e delle isole maggiori, dal livello del mare fino ad una quota di circa 1.500 m, nonché nelle acque marine che bagnano il nostro Paese.


http://www.ittiofauna.org/provinciarezzo/fauna_ittica/Schede/schedespecie/anguilla.htm