giovedì 12 luglio 2012

Biogas da stomaci giganti

Biogas da stomaci giganti Raccogliere le alghe e farle fermentare per ottenere biogas è piuttosto costoso e poco pratico. Un ricercatore americano propone una soluzione alternativa che prevede grandi stomaci artificiali che le digeriscono direttamente in mare . Le ricerche che puntano ad utilizzare le alghe come elemento base per la produzione di biocarburanti sono numerosissime. Ma Mark Capron della PODenergy, azienda californiana specializzata nella green tech, ha un approccio del tutto nuovo. La sua idea è quella di piantare delle grandi foreste di kelp, un’alga molto diffusa e utilizzata anche nella cucina giapponese, sulla superficie degli oceani. Queste, una volta cresciute, verrebbero raccolte in enormi stomaci di plastica installati qualche metro sotto il pelo dell’acqua. IL RUTTINO DELLO STOMACO SINTETICO Si tratta essenzialmente di grandi sacchetti dove troverebbero posto frotte di batteri capaci di "digerire le alghe". Da questo processo si otterrebbero 3 sostanze: metano, che verrebbe pompato direttamente a terra per gli usi civili e industriali, CO2, che verrebbe catturata per essere stoccata in depositi geologici, e sostanze di scarto che fornirebbero nutrimento ai pesci. Secondo il ricercatore basterebbe coprire di kelp il 3% della superficie oceanica totale, circa per ottenere biometano sufficiente a produrre 400 milioni di MWh di energia, quanto consuma la California in un anno. E inoltre si eviterebbe di immettere nell’atmosfera più di 100 milioni di tonnellate di CO2, equivalenti a tutte le emissioni annuali del parco auto della Germania. Inoltre, le alghe, fornendo nutrimento per i pesci farebbero aumentare di 200 milioni di tonnellate l’anno il volume del pescato e ciò basterebbe a soddisfare per 12 mesi le richieste dell’intero continente africano. Ciò che Capron non spiega nel suo studio è cosa potrebbe accadere al clima e all'ecosistema marino se il 3% degli oceani (circa 1.000.000 di Km2) fosse ricoperto da alghe. Fonti: www.focus.it

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