giovedì 24 maggio 2012

Un diritto negato ai disabili


Purtroppo la tanto famosa legge sul Collocamento per i soggetti portatori di disabilità (Legge 68/99) non ha ottenuto gli effetti sperati.
Già è tanto difficile in generale la ricerca di un posto di lavoro, invano si riesce a trovare un’ occupazione, figuriamoci per chi ha seri problemi di salute. Ciò perché le leggi vengono solo viste come semplici pezzi di carta, non come regole che devono salvaguardare gli interessi di chi è affetto da disabilita. Io credo che agli occhi di molti, chi soffre faccia ancora tanta paura. Non esistono solo la barriere architettoniche a creare problemi insormontabili . Permangono barriere mentali che non permettono alla nostra società di progredire e far migliorare la qualità della nostra vita.
Auguro a tutti i disabili, che come me sono alla ricerca di un lavoro, di far valere i propri diritti, rendendo la vita più dignitosa e che il lavoro sia un diritto di tutti e non di pochi Purtroppo molto spesso le richieste restano inascoltate dalle stesse istituzioni preposte
In Italia sono 3 milioni i disabili senza lavoro, chi governa ne parla ma non fa rispettare le leggi. Il Ministro “SACCONI” delega l’ispettorato del lavoro per controllare le aziende sulle percentuali tra lavoratori normali e disabili, ma questo non avviene. Migliaia di imprese tra pubblico e privato sono inadempienti in tutta l’Italia.
Come può vivere un disabile o formarsi una famiglia con il solo assegno sociale di circa € 250 ? Potrà essere indipendente ed avere la sua dignità ? Ai nostri governanti dico: provate voi a vivere in queste condizioni .
Il lavoro per i diversamente abile diventa una sorta di lotta per l’esistenza per vedere i propri diritti rispettati e applicati. Non è facile vivere in questa società i cui organismi preposti il più delle volte si dimenticano che le persone con disabilità sono anche una risorsa per tutta la collettività, invece si tende a trascurare questo aspetto ritenuto ingombrante e si dimentica che dietro ogni disabile ce una famiglia che tutti i giorni lotta contro l’indifferenza sociale sempre di più dilagante
Quando lo Stato, attraverso i suoi rappresentanti, si dimentica delle fasce più deboli del paese e come dire che un padre di famiglia si dimentica del proprio figlio.
Le persone disabili rappresentano circa un sesto della popolazione attiva di tutta l'UE, ma il loro tasso di occupazione è abbastanza basso. Per loro, la probabilità di restare inattivi è pressoché doppia rispetto alle altre persone. Eppure, con un piccolo aiuto milioni di disabili potrebbero fare il loro ingresso o reinserirsi nel mercato del lavoro.
Anche se l'UE intende in particolare migliorare i tassi di occupazione dei disabili, le misure adottate non sono abbastanza forti per risolvere il problema lavorativo. Bisogna promuove l'inserimento attivo e la piena partecipazione dei disabili nella società, in linea con l'approccio che inquadra il tema delle disabilità nel contesto dei diritti umani. La disabilità è infatti una questione da affrontare nell'ambito dei diritti e non da lasciare alla discrezione dei singoli.
E' nel rompere il muro di silenzio e di sfiducia che lo stato si gioca la sua parte
Agostino Rollo

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