LE
ALLUVIONI IN ITALIA
giovedì 24 maggio 2012
Le alluvioni in Italia
Un anno fa, quando le alluvioni avevano interessato il Veneto, uno dei più autorevoli climatologi italiani, commentava che fenomeni del genere saranno sempre più frequenti e che di conseguenza andava ricalcolato il rischio sulle popolazioni. Quando si fa pianificazione del territorio o si progettano infrastrutture, come le strade, si dovrebbe già ragionare tenendo conto di come il clima sta cambiando e come sarà negli anni a venire. Invece questo non si fa: si continua a costruire ciecamente, a cementificare colpevolmente il territorio senza alcuna previsione né programmazione senza che i recenti eventi luttuosi siano accaduti. E' come guidare guardando solo lo specchietto retrovisore. Per come vanno le cose, sembra che sulla gestione del territorio si stia continuando a guidare non solo guardando all'indietro, ma anche bendati. La messa in sicurezza del territorio “a partire dal 2006 ha visto i fondi dimezzati, mentre si troverebbero, o si dice di trovare, i soldi per l’alta velocità Torino-Lione o per il ponte sullo Stretto di Messina”. Nella mappa della vulnerabilità ci sono molte aree che ci consentono di affermare che il nostro è un Paese di alluvionati. A poche settimane dalll 'alluvione che ha devastato la liguria e parte della toscana ,, dopo il cordoglio per le vittime registrate non solo lì, ma anche a Napoli e a matera , citta colpite da violenti nubifraggi . Il maltempo si è spostato nel profondo sud. In Sicilia, dove sono stati colpiti i Comuni di Messina e in Calabria dov’è stata colpita principalmente la provincia di Catanzaro. Disastri ambientali che stanno investendo l’Italia e che non possono non condurci ad una riflessione. Bisognerebbe prendere atto del fatto che il clima sta cambiando, anche a causa dell’azione sconsiderata dell’uomo sulla natura. Azione che si ravvede, ugualmente, in una cementificazione selvaggia del territorio che porta all’inaridimento dello stesso. E’ stato accertato che l’84% dei Comuni messinesi e’ considerato a rischio per frane e alluvioni. La percentuale sale, vergognosamente, al 100% in Calabria. Qui la barbara cementificazione del territorio ha sottratto terreni fertili all’agricoltura, rendendo la regione maggiormente soggetta a fenomeni franosi.
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