lunedì 10 settembre 2012
Il pesce del mese ( PESCE SERRA)
LA TIGRE PESCE SERRA
Pesce Serra Una volta ebbi occasione di scrivere che se il pesce serra non esistesse bisognerebbe inventarlo. Oggi, dopo anni e anni di ulteriore milizia trainistica, sono ancor più convinto della validità di quella remota asserzione. Il serra (Pomatomus saltator o Bluefish per gli anglosassoni) è un combattente formidabile per antonomasia. E' forte ed intelligente, è avveduto e scaltro al punto tale che già una cattura su due ferrate rappresenta un risultato degno di rispetto; è prevalentemente costiero talché può essere insidiato con attrezzature e mezzi nautici minimi; lotta sempre con energia, con valore, con astuzia senza concedersi un respiro di tregua talora fino al momento del salpaggio. Non mi è mai capitato - a differenza di quanto succede non di rado con prede di altissimo lignaggio come tonni enormi, ricciole grosse e scatenate, spigole ricercatissime, dentici cocciuti - di vedere un serra stremato dal combattimento giungere, inerte o quasi, a portata di raffio o di coppo.
L'aspetto del nostro pomatomide è, per certi versi, un po' simile a quello della spigola, tant'è vero che non di rado ce lo vediamo offrire al ristorante sotto la fantasiosa denominazione di "spigola francese". La dentatura fitta ed acuminata, assistita da una eccezionale forza mandibolare, è micidiale non solo per le prede che aggredisce ma anche per le mani del pescatore poco accorto. Vive sempre in branchi abbastanza numerosi costituiti da esemplari non necessariamente della stessa taglia. Peraltro, come avviene per tutti, pesci predatori e non, l'istinto gregario va gradualmente attenuandosi man mano che crescono le dimensioni. Può superare i dieci chili di peso, ma la maggioranza delle catture interessa soggetti compresi fra gli uno e i cinque chili. Le carni sono prelibate.
Il dove
A fronte di tutti i dati positivi appena elencati c'è il fatto che la specie, abbondantissima lungo le coste statunitensi nord-orientali, non è parimenti diffusa nei n
ostri mari. La "madre" mediterranea dei serra ha la sua ubicazione nel Bosforo; da lì i branchi si sono portati nelle acque elleniche e, un po' per volta a partire dagli anni '40, in alcune, ma solo in alcune, zone della nostra penisola e delle nostre isole maggiori. Presenze consistenti si riscontrano in diversi punti della Sicilia meridionale, della Campania, del Lazio, della Sardegna, qui però in prossimità di Alghero e delle coste sud orientali dell'isola. Fino a qualche anno fa i serra si prendevano con discreta frequenza anche nel Mar Ligure ma, a quanto sembra, le catture in quelle acque sono ora in diminuzione, mentre sono invece aumentate quelle realizzate nella parte meridionale della Toscana. Comunque i punti peninsulari di maggior concentrazione sono, allo stato attuale, stabilizzati nelle adiacenze del Circeo e in quelle di Anzio e Nettuno. Circa gli stanziamenti futuri è difficile fare previsioni in quanto trattasi di specie imprevedibile come dimostra, ad esempio, il fatto che nel 1995 si è verificata una autentica invasione di serra nelle acque di Ischia ove, a memoria d'uomo, non se ne era mai visto uno. Peraltro, sulla base di alcune indicazioni ricorrenti nel mondo della pesca sportiva, si può ipotizzare, ma solo ipotizzare, la eventualità che gli stock siano in aumento e tendano gradualmente ad insediarsi anche lungo i versanti nord occidentali della penisola.
Nelle anzidette zone "collaudate" i posti migliori sono di norma quelli con fondali dai 2 ai 25 metri di sabbia o di fango non troppo distanti dalle foci di fiumi o canali ovvero da formazioni subacquee rocciose. E' da tener presente che una delle caratteristiche tipiche dei serra è quella di frequentare, nei periodi in cui accostano, sempre gli stessi identici posti ben noti alla maggioranza dei trainisti che operano in zona.
Il quando
Le stagioni migliori sono la primavera inoltrata, l'estate e l'autunno. Può tuttavia accadere che, durante questi periodi buoni, i nostri intrepidi antagonisti scompaiano improvvisamente per giorni o settimane per poi ripresentarsi in forza altrettanto all'improvviso. Ciò dipende probabilmente da esigenze alimentari che possono indurre i branchi a spostarsi temporaneamente in acque più profonde e lontane alla ricerca di migliori fonti di sostentamento. Non credo invece che questo alternarsi di comparse possa ascriversi a fattori di ordine termico; fatto che, invece, è certamente alla base dei non rarissimi incontri invernali. In altri termini vien da pensare che nei mesi freddi i serra si portino in acque molto profonde e quindi assai più temperate di quelle superficiali e che, casualmente, inseguendo il cibo vivente, siano indotti ad "accostare" sia pure per brevissime puntate. Circa gli orari c'è da dire subito che i momenti migliori sono senza dubbio quelli che coincidono con il semibuio del primissimo mattino e del tardo pomeriggio; magici quasi sempre i brevi spazi di tempo che precedono, accompagnano e seguono il sorgere e il tramonto del sole.
http://www.nautica.it/pescaweb/serra/serra.htm
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